
Sono partiti alle undici, all´interno del Bella Center, il centro congressi dove si svolge il Vertice sul Clima, i 200 manifestanti che avrebbero voluto raggiungere la manifestazione organizzata questa mattina all ésterno, per simboleggiare una riunione e comunione fra i popoli e per poter svolgere la prevista e annunciata "Assemblea dei popoli". La pacifica manifestazione organizzata del network "Climate Justice Now" si è sviluppata e caratterizzata dagli slogan che rivendicavano azioni concrete e immediate contro i mutamenti climatici, in un Vertice che ora dopo ora sta diventando sempre più difficile, senza la certezza che si arrivi ad un accordo finale.Gli attivisti delle associazioni ambientaliste, del commercio equo e solidale, i pacifisti insieme a sindacalisti studenti e rappresentanti delle popolazioni indigene, sono stati bloccati su un ponte, poche centinaia di metri oltre l´uscita, e dispersi alcuni minuti dopo con una carica della polizia. "E´andata persa – commenta Santo Grammatico, di Legambiente dal Bella Center di Copenhagen - una bella occasione per sottolineare l’importanza delle relazioni tra i popoli e chi li governa. Sono infatti le popolazioni indigene e del sud del mondo che, se non ascoltate, pagheranno a caro prezzo le conseguenze dei mutamenti climatici, così come pagheranno in tempi brevi anche i paesi del nord del mondo se non cambieranno modello di sviluppo. Il rischio che la società civile organizzata non possa far sentire la propria voce al Vertice è concreta. Ieri e oggi sono state ridotte le possibilità di accesso alla conferenza, domani saranno solo mille gli accreditati che entreranno (sui 34.000 registrati) e per la giornata conclusiva pare saranno ridotti fino a 90".