250 miliardi di minuscoli frammenti polimerici galleggiano attualmente nel Mar Mediterraneo, sorprendendo chi pensava che il fenomeno riguardasse solo i lontani Oceani Pacifico e Indiano. Enormi i rischi per la fauna e la flora visibile e invisibile a occhio nudo. I frammenti si mescolano, infatti, con il plancton e vengono così facilmente ingoiati dai piccoli pesci a loro volta preda delle specie più grandi, andando a influenzare l'intero ecosistema, La drammatica rivelazione arriva da un team di ambientalisti e biologi marini francesi e belgi al termine di una lunga fase di studio. I ricercatori hanno analizzato campioni di acqua prelevati nel mese di luglio al largo della Francia, del Nord Italia e della Spagna a una profondità di 10-15 cm.
Durante il primo viaggio effettuato da volontari Expedition MED (Mediterraneo in pericolo) a bordo di yacht di 17 metri - durato 30 giorni e snodatosi nel periodo luglio-agosto 2010 lungo un percorso di 1500 miglia nautiche - si è scoperta la presenza di piccolissimi detriti del peso medio di 1,8 milligrammi. Il che significa, spiega Francois Galgani, dell'Istituto francese per l'esplorazione del mare (Ifremer), "più o meno 500 tonnellate di plastica per l'intero Mediterraneo".
Ben il novanta per cento dei prelievi ha dato esito positivo alla presenza di tali frammenti. In media è stato riscontrato un numero di 115.000 residui plastici per km2 con una concentrazione massima di 892.000 elementi nei pressi dell'isola d'Elba.