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Negli uffici pubblici di Milano temperature medie di 24 gradi

Newsletter numero 20_febbraio 2011

L'allarme smog continua, nonostante il palliativo delle domeniche a piedi “I milanesi soffocano da settimane, ma negli uffici pubblici sembra di stare ai tropici. Tutti in maniche di camicia e limiti di legge ampiamente sforati. Pessimo esempio anche dai negozi spreconi, che continuano a tenere aperte le porte. Legambiente chiede a tutti di rispettare i limiti di legge”, leggiamo in una nota dell’associazione ecologista.

Dopo l’ultimo stop del traffico, infatti, i dati del PM10 non sono buoni: l’Arpa ha fatto sapere che le centraline hanno registrato valori che superano di ben tre volte il limite consentito di 50 microgrammi per metrocubo. Una disfatta per il capoluogo lombardo che, a meno di quaranta giorni dall’inizio del 2011, ha superato per 35 volte i limiti concessi dall’Ue.

Per questo Legambiente ha promosso nel fine settimana la manifestazione “Un colpo di tosse per Milano” per chiedere 300mila macchine in meno e 300mila alberi in più per la città. “Mentre i cittadini devono lasciare a casa l’auto e tengono bassa la temperatura delle abitazioni, i commercianti dicono sempre no e c’è una Milano che dà il cattivo esempio - accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente. - Mentre fuori siamo in inverno negli uffici pubblici è già estate. Anche i negozi delle grandi firme continuano a tenere aperte le porte: uno spreco di energia che i milanesi pagano di tasca propria. Servono misure decise e immediate e le istituzioni diano il buon esempio in casa propria abbassando i gradi del termometro”.

Negli uffici pubblici milanesi fa troppo caldo e le temperature sforano ampiamente il tetto di 20 gradi consentito dalla legge. La media, secondo le rilevazioni di Legambiente, è addirittura di 24 gradi, ben oltre la tolleranza di due gradi concessa dal regolamento. Con uno spreco di calore e di soldi.